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MATTACINEMA: Il sangue verde PDF Stampa E-mail
MATTACINEMA
 
DOMENICA 18 DICEMBRE ORE 21.30
 
Il cineclub "I Soliti Ignoti" in collaborazione con ARCI "La Feccia"
presentano
 
Image 
 
Il sangue verde
Andrea Segre
Italia 2010, 57 min
 
INGRESSO GRATUITO PER I SOCI ARCI
 

Italia 2010, 57 min
Regia: Andrea Segre
Lingua: Italiano (English, French and Spanish subtitles)
Produzione: ZaLab e Aeternam Films
Soggetto: Andrea Segre
Fotografia: Luca Bigazzi e Federico Angelucci, Matteo Calore
Montaggio: Sara Zavarise
con: Amadou Bodian, Abraham Kwasi Appiah, Abraham Yabrè, Kalifa Soumahroro, Jamadu Bagayogo, John Kofi Boateng, Tibi Saidou Zongo e Giuseppe Lavorato
Con la partecipazione di: Kalifoo Ground Sound System
Con il patrocinio di: Amnesty International - sezione italiana
Musiche originali: Piccola Bottega Baltazar
montaggio del suono: Riccardo Spagnol
Segreteria di produzione: Giulia Moretti
Grafiche e disegni: Sara Zavarise, Marco Lovisatti

 

Le voci, i volti e le storie dei protagonisti delle manifestazioni che nel Gennaio 2010 in un piccolo paese della Calabria, Rosarno, hanno portato alla luce le condizioni di degrado e ingiustizia di migliaia di braccianti africani.
Dagli anni '90 in Italia, in particolare in alcune aree del Sud con forte presenza di organizzazioni mafiose, migliaia di immigrati africani e dell'est Europa sono sfruttati nell'agricoltura senza alcun tipo di diritto e in condizioni di vita intollerabili.
A Rosarno in particolare, dove il potere della 'Ndrangheta è cresciuto moltissimo negli ultimi anni fino a portare al commissariamento per mafia del Comune, gli immigrati sfruttati nella raccolta delle arance sono anche oggetto di intimidazioni e minacce da parte di piccole bande di stampo mafioso.
Per oltre dieci anni, come ben racconta nel film Giuseppe Lavorato, ultimo sindaco di Rosarno che tentò di opporsi al potere della 'Ndrangheta, gli immigrati africani hanno cercato di denunciare pacificamente questa situazione.
Il 7 gennaio 2010, dopo l'ennesimo episodio di violenza contro quattro di loro, hanno deciso di far esplodere la rabbia e hanno dato vita ad una manifestazione molto forte, durante la quale vi sono stati anche episodi di saccheggio e distruzione.
Così in quelle ore l'Italia si è accorta di loro, ne ha preso paura e ha reagito con violenza: il Governo Berlusconi, per voce dei Ministri dell'Interno e della Difesa, ha dichiarato che quelle manifestazioni erano frutto di "eccessiva tolleranza nei confronti dell'immigrazione clandestina" e ha ordinato l'espulsione di tutti gli immigrati da Rosarno. Nel frattempo nella regione si stava scatenando una vera e proprio caccia al nero da parte di cittadini italiani, probabilmente organizzati dai locali poteri mafiosi.
In poche ore Rosarno è stata "sgomberata" e il problema "risolto": in televisione la classe politica, al fine di mietere consenso nell'opinione pubblica impaurita, ha raccontato che in quel modo era stata riportata la legalità e che gli immigrati sprovvisti di documenti sarebbero stati velocemente espulsi dall'Italia.
Così non è stato.
Nei giorni successivi è calato il silenzio sulla vicenda, ma quasi tutti gli immigrati di Rosarno sono stati rilasciati e abbandonati a sè stessi in giro per l'Italia: da Caserta a Roma, da Napoli a Castelvolturno, mentre alcuni hanno addirittura deciso di tornare di nascosto negli aranceti di Rosarno. E' in questi luoghi di fuga che, pochi giorni dopo le manifestazioni, abbiamo incontrato 7 protagonisti di queste vicende, chiedendo a loro di raccontare non solo cosa fosse successo, ma come fosse la loro vita in Italia.
Ne è nato un racconto in prima persona che, alternato alla memoria storica rappresentata dalle ricostruzioni di Giuseppe Lavorato e dalle immagini di documentari sul lavoro di contadini italiani nel Meridione degli anni'60, riporta al centro dell'attenzione la dignità e il coraggio di centinaia di ragazzi, che dalle loro terre di origine si sono messi in viaggio per salvare o cambiare la loro vita.

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TESSERA ARCI 2013

PARTITO IL NUOVO TESSERAMENTO ARCI
L'ARCI sostiene la cultura! 

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OFFICINA FORMAZIONE

Impararsuonando – Laboratorio di Apprendimento Musicale

Il laboratorio Impararsuonando è un progetto permanente dell’Exmattatoio – Officine Culturali rivolto a bambini, giovani , anziani, ai professionisti della musica ma anche, e soprattutto, a chi non ha mai preso uno strumento musicale in mano. Il laboratorio secondo i principi della decrescita felice promuove un percorso musicale dedicato alla pratica musicale e non all’ambito teorico e accademico. Impararsuonando promuove uno studio della musica nell’ottica della socialità e convivialità.
Gli strumenti vengono suonati e mai analizzati, si promuovono settimanalmente laboratori di insieme e di condivisione tra le varie classi, dedicando particolare attenzione all’improvvisazione, al senso del ritmo come movimento fluido e continuo, alla tradizione orale e alle musiche popolari.
Integrandosi con le attività dell’OMA (Officina Musicale Autoproduzione) fornisce agli allievi e docenti workshop, seminari, giornate di libera improvvisazione, scambi musicali e culturali in uno spazio autogestito e liberamente autoprodotto.
Il Laboratorio si propone di sostituire il sistema scolastico e accademico con una rete di risorse e di personale educativo, cui gli individui possano rivolgersi liberamente in relazione ai propri bisogni e interessi. 

Impararsuonando ha attivato i seguenti corsi:

Chitarra elettrica e classica Lorenzo Siani
Basso e Laboratori Pop-rock  Fabio Accurso
Batteria Gaetano de Carli
Canto Annalisa Marcello
Armonica a bocca Andrea Ienco
Ukulele e Didattica per bambini da 0 a 6 anni Angelo Capozzi
Tromba Alessio Guzzon

Laboratorio Corale Valentina Vetrano
Laboratorio di Arti Circensi e Giocoleria Compagnia Circo Sonambulos
 
e inoltre
"Incominciamopresto" - Musica per bambini da 0 a 24 mesi
"Musicamaestro"  – Musica per bambini da 24 a 36 mesi
"Musicamaestro"  -  da 3 a 5 anni
"Matta Orchestrina" Didattica strumentale - da 6 a 8 anni
secondo la Music Learning Theory a cura di Angelo Capozzi
 

 

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